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martedì, 15 luglio 2008
Eluana (updated)

Il caso di Eluana Englaro sta su tutti i giornali in questi giorni (se sta pure in tv ditemelo voi, perché io la tv non la guardo, quindi non lo so), ed il suo caso ha sollevato notevoli polemiche.

E noi? Noi stiamo a guardare?

Noi musulmani che diciamo? Fatto salvo il fatto che l'eutanasia non è permessa, quand'è che una persona può essere considerata clinicamente morta e pertanto si può staccare la spina?

Il libro Majma’ al-Fiqh al-Islami ci dice che una persona può essere considerata clinicamente morta quando:

1. Quando sia il battito cardiaco che la respirazione sono cessati completamente, e non è possibile farli riprendere.
2. Quando tutte le attività cerebrali sono cessate completamente, e la loro cessazione è considerata dagli specialisti irreversibile.

In queste circostanze, è possibile staccare la spina, anche se alcuni organi (ad esempio, il cuore) continuano a funzionare artificialmente per mezzo delle macchine.

Ora, se torniamo al caso di Eluana, ci rendiamo conto immediatamente che qui c'è qualcosa di strano, infatti il problema è che non c'è alcuna macchina da staccare, non c'è alcun organo che funziona artificialmente tramite delle macchine.

Tutto funziona in maniera naturale, però la ragazza si trova in uno stato di coma che si è protratto ormai per 16 anni.
UPDATE: Per amor di chiarezza, quello che ho scritto qui sopra è estremamente impreciso, per cui ci tengo a riportare il tutto in termini più corretti.
La ragazza non si trova in stato di coma, ma in stato vegetativo.
Lo stato vegetativo si ha quando una persona si risveglia dal coma, riacquisisce le funzioni autonome dell'ipotalamo e dell'encefalo (attività cardiaca, respirazione, mantenimento della temperatura corporea e della pressione sanguigna, ecc.), riacquisisce lo stato di coscienza (cioè lo stato di vigilanza, organizzato in ritmi di sonno/veglia), ma non riacquisisce il contenuto di coscienza (cioè assenza delle funzioni cognitive e della capacità di interazione con il mondo circostante). (¹)

Lo stato vegetativo viene prodotto dalle moderne tecniche di rianimazione e di terapia intensiva con le quali il personale medico cerca di risvegliare il paziente dal coma. Alle volte lo stato vegetativo può portare al decesso, altre volte può progredire in uno stato vegatativo persistente, reversibile o permanente fino al decesso, altre volte ancora può regredire portando ad un recupero parziale, raramente completo. (¹)

Per questo motivo il padre di Eluana definisce lo stato di sua figlia uno "stato innaturale", in quanto provocato dalle moderne tecniche di rianimazione.
Mi chiedo, se le predette tecniche avessero portato alla totale guarigione, avrebbe definito la guarigione uno "stato innaturale", in quanto provocata dalle stesse moderne tecniche di rianimazione?

Ribadisco, comprendo e solidarizzo con il dolore della famiglia, ma a volte il dolore può portare a considerazioni non così lucide come quelle di una persona che viva la situazione dall'esterno.

L'unica cosa che viene eseguita in maniera "artificiale" è il nutrimento, e qui ci si deve porre una domanda molto, ma molto seria.

Si può lasciar morire di fame una persona, perché non è in grado di nutrirsi autonomamente?

Sì, lasciarla morire di fame, perché è proprio di questo che stiamo parlando!

Una persona in coma, nella quale tutti gli organi funzionano autonomamente è una persona viva!

Torniamo all'Islam. Nell'Islam l'eutanasia è permessa soltanto per gli animali, però non è permesso lasciar morire un animale di fame!

Il Profeta (saws) ci ha detto che una donna è stata condannata all'inferno per aver lasciato morire di fame un gatto, certo il gatto in questione non era in coma, ma era pur sempre un animale e non un essere umano.
E se lasciar morire di fame un animale può condannare una persona all'inferno, figuriamoci lasciar morire di fame un essere umano!

Chi di voi se avesse un animale malato invece di portarlo dal veterinario a fare l'eutanasia lo lascerebbe morire di fame? Spero nessuno! O almeno così mi auguro sinceramente!

Qualcuno potrebbe obiettare, ma quella ragazza sta soffrendo!!!
Ecco, è proprio questo il punto! Se sta soffrendo, allora non oso pensare a quanto soffrirà morendo di fame!!!
E se invece non sta soffrendo, allora non vedo il motivo per toglierle la vita, tanto mica sta soffrendo , no?
E magari un giorno potrebbe pure svegliarsi, inshallah, chi può saperlo?
UPDATE: Un paziente in stato vegetativo reagisce agli stimoli dolorosi. (¹)
Quindi va da sè che è in grado di soffrire.

La morte per inedia è una morte talmente terribile che nessun suicida deciderebbe mai di morire in quel modo!!!! Non è abbastanza sconvolgente?
Pur rispettando il dolore dei familiari di Eluana, mi chiedo, come può un padre prendere una decisione del genere?

Ma soprattutto, come può un giudice autorizzare una cosa del genere in un paese come il nostro dove nemmeno l'eutanasia è permessa, e l'eutanasia è senz'altro più indolore della morte d'inedia!

Ecco, credo che in un frangente come questo, noi musulmani dovremmo far fronte comune con i cattolici per bloccare questa sentenza disumana!

Per favore, lasciate vivere Eluana!

(¹) Coma e stato vegetativo: ricerca dei metodi di "risveglio" di A. Verlicchi, B. Zanotti (Unità Operativa di Neurochirurgia, Azienda Ospedaliera S. Maria della Misericordia, Udine)

Postato da: Thekra alle ore 22:26 | Permalink | commenti (64)
confronti, medicina, libertà

martedì, 01 luglio 2008
Immigrati di seconda generazione

Ecco, avevo appena detto nel post dedicato a Ummzakaria che ovviamente sia io che lei avremmo anche potuto postare cose che non c'entrano affatto con il programma sul Tafsir ed il Tawhid.

Ed infatti, here it goes!

Ieri ho ricevuto un'e-mail dove mi si chiedeva se sono italiana oppure immigrata (di prima, seconda generazione.....).

La prima cosa che mi sono chiesta è per che cosa stiano quei puntini di sospensione... forse per la terza, quarta generazione?

Forse che dopo aver finito di prendere le impronte digitali a tutti i bimbi rom, inizieremo a compilare i pedigree per essere in grado di riconoscere i figli dei figli di ragazzini nati in Italia, vissuti in Italia, cresciuti tra gli italiani, ma il cui padre o madre, o entrambi, provenivano da chissà quale paese, ragion per cui devono essere riconosciuti come italiani con riserva?

Postato da: Thekra alle ore 11:24 | Permalink | commenti (12)
politica, sociologia, confronti, discriminazione, libertà, immigrati, rom , profughi, cosecosì

martedì, 30 ottobre 2007
A proposito di velo....


Chi parla lo spagnolo o l'inglese può guardarsi questo video:

Postato da: Thekra alle ore 04:30 | Permalink | commenti (6)
islam, libertà, velo, proibizioni, cosecosì

Una donna libera

Per chi non parla la lingua inglese, vediamo l'America che offre il "pane" della sottomissione e la "zuppa" dei compromessi.
La donna esclama: "Una donna libera rimane affamata, ma non si sottomette!".

Mi piace questa vignetta! Mi piace l'immagine di questa donna che, esprimendo bene ciò che prova la maggior parte di noi donne musulmane, non si sente sottomessa dal velo che porta, ma anzi si dichiara una donna libera e non disposta a sottomettersi!

Mi fa sorridere un atteggiamento  molto comune di questi tempi in Italia.
Si cerca di mascherare come "difesa della cultura italiana" quello che a me appare essere un atteggiamento di paura del diverso, di mancata accettazione, di incapacità di tradurre in azioni concrete quelle libertà garantite dalla Costituzione Italiana, e da tutti accettate a parole ma non a fatti, come la libertà di culto.

Postato da: Thekra alle ore 03:44 | Permalink | commenti
terrorismo, islam, libertà, velo, moschee, cosecosì